Parte 1
Nel primo articolo di quest’anno abbiamo parlato di rifiuti, argomento attualmente (e fortunatamente) al centro dell’attenzione di un numero sempre maggiore di persone e personaggi.
È evidente che oggi più che mai molte aziende, associazioni, partiti politici e semplici cittadini si interrogano su come poter vivere al meglio producendo meno rifiuti e inquinando il meno possibile. Non si tratta più di una “battaglia di pochi” ma di una voglia comune di fare qualcosa di utile; basti pensare che il numero 02/2010 del settimanale Donna Moderna è interamente dedicato all’ecologia e alla diminuzione degli sprechi.
E proprio perché ciascuno di noi ha diverse abitudini e differenti ritmi di vita che è importante convincersi che esiste sempre una soluzione valida da prendere in considerazione per dare un contributo personale.
In questo articolo illustreremo due sistemi, uno vecchio (di nuovo riciclato dal passato come per il compostaggio) e uno nuovissimo.
Il vuoto a rendere
Il concetto del vuoto a rendere, applicato già dai nostri nonni, è piuttosto semplice e per certi versi molto simile alla distribuzione di detersivi o di latte alla spina; lo scopo finale è il riutilizzo dei contenitori. Esiste già in Italia per quel che riguarda le consegne a domicilio. Nei tempi stabiliti con il proprio fornitore, ci verranno consegnate a casa delle casse d’acqua (aranciata, spuma, etc..) in bottiglie di vetro, le bottiglie non vengono gettate ma riposte nuovamente nella cassa, al ritorno del nostro fornitore noi renderemo a lui le vecchie bottiglie e ce ne darà altre piene.
In molti paesi all’estero invece è applicata una cauzione direttamente alla vendita in negozio. In pratica acqua, latte, olio, birra e qualsiasi altra sostanza liquida vendute in bottiglie di vetro, al momento dell’acquisto, richiedono una piccola cauzione che verrà restituita quando si riporterà il contenitore al commerciante. È evidente che in questo modo non vengono prodotti rifiuti di alcun genere.
Risultato: ZERO PLASTICA! Che è ciò che più riempie i nostri sacchi dei rifiuti!
Lo stesso potrebbe essere messo in pratica dai locali notturni, soprattutto da tutti quei bar che si trovano nelle piazze delle grandi città in modo che a fine serata non si trovino bottiglie abbandonate, o addirittura rotte, ovunque.
Il baratto
Ricordiamoci che il concetto di rifiuto è molto relativo, ciò che noi riteniamo inutile e quindi da gettare, per qualcun altro può risultare indispensabile. Ma come trovare qualcuno a cui serve ciò che stiamo per gettare? O come si possono trovare oggetti utili a noi?
Il baratto, forse a sorpresa, è l’idea nuovissima di cui parlavamo sopra. Nonostante esistano mercati reali ai quali ci si può recare per barattare fisicamente gli oggetti più disparati, il nuovo baratto è virtuale.
Attraverso il sito www.persoperperso.com è infatti possibile mettere a disposizione di altre persone degli oggetti che non utilizziamo più e che
magari non sappiamo nemmeno in quali rifiuti buttare. Al momento dell’iscrizione (gratuita) e successivamente per ciascun oggetto presentato si ricevono delle monete virtuali spendibili sul sito per l’acquisto di altri oggetti presenti. Non si spendono né guadagnano soldi reali, bisogna solamente sostenere le spese di trasporto per l’oggetto acquistato.
Esistono anche altri siti che funzionano in modo similare ma senza moneta “virtuale”, proprio come un baratto vero e proprio: www.zerorelativo.it (si possono inoltre donare gratuitamente oppure semplicemente prestare i propri oggetti) e www.suesu.it.
Risultato: RIDUZIONE DEI RIFIUTI GENERICI! E beneficio a livello economico. La prima forma di guadagno è il Risparmio!
Con queste due piccole proposte sia i giovani che si destreggiano con internet, sia gli adulti che indubbiamente già conoscono il vuoto a rendere possono contribuire alla diminuzione dei rifiuti senza grandi sforzi.








