Tanti Auguri a Noi
Il tempo vola, le stagioni passano, le virtù che proviamo ad acquisire sono sempre maggiori. E’ già passato un anno, e chi l’avrebbe detto, tutto iniziato da un gruppo di discussione virtuale, in cui ci si scambiavano opinioni, aree in cui si faceva vera informazione, trasparente e approfondita, libera da vincoli o pressioni politiche.
Dopo qualche settimana finalmente la prima riunione, eravamo più di 20 ragazzi e ragazze tutti motivati e determinati a portare un cambiamento positivo.![]()
Ognuno con interessi diversi, dall’Energia ai rifiuti zero, dalla connettività all’Acqua. Mille idee, mille progetti, che ora più che mai stanno prendendo forma.
Siamo sempre stati in prima linea nel raccogliere informazioni e notizie dal comune, occhi puntati sugli amministratori, siamo riusciti ad aprire dei buoni tavoli di lavoro con diversi consiglieri e assessori della maggioranza, pur mantenendo ottimi rapporti anche con chi rappresenta le minoranze nel consiglio.
Alcuni ci hanno accolto magnificamente fin dal primo giorno, altri poco informati spesso hanno provato a darci contro, ma trovando allo stesso tempo tantissime persone pronte a difendere i nostri sogni e le nostre battaglie.
E’ emerso subito che stiamo dalla parte dei cittadini! siamo giovani! volenterosi! vogliamo creare un futuro migliore, vivendo al meglio il presente.
E già dai primi passi abbiamo raccolto tante soddisfazioni, molti ricorderanno l’Internet Gratis senza fili in biblioteca, gli altri progetti come il Piedibus e il corso di Autodifesa stanno affrontando l’ultimo tratto di percorso e sono quasi pronti alla realizzazione. Le nostre campagne informative, su come utilizzare al meglio le risorse di cui disponiamo, come risparmiare energia, come risparmiare a livello economico adottando qualche semplice accorgimento nelle abitudini quotidiane.
Da un mese è attiva la versione cartacea, che sempre più esercizi commerciali ci chiedono, vogliono esporla, vogliono aiutarci a diffondere una buona informazione, sono tutti desiderosi di una vera coscienza collettiva che aiuterà realmente il nostro splendido paese!
Oggi festeggiamo 1 ANNO! A piccoli passi stiamo costruendo insieme un gruppo solido ed in continua espansione.
BUON COMPLEANNO CAPRIOLO A 5 STELLE!!!









eh sì…sò soddisfazioni!
Eh, auguroni!
Happy birthdayyyy!!!! stiamo diventando grandicelli ormai…eheh
Complimenti sinceri. Fa davvero piacere constatare come sia presente, anche tra i giovani, un interesse concreto per il proprio paese e per la propria nazione. Le rivoluzioni partono dalle coscienze dei singoli, e voi state dimostrando di avere il giusto senso morale e sociale per dare il via ad un cambiamento.
Costerà molta fatica, ma con questo impegno i risultati arriveranno, in questa povera Italia tanto malata e ferita dalle violenze dei propri figli.
Anni fa mi battevo anch’io come voi (e tuttora lo faccio, nel mio piccolo). Folle sono stato a credere di essere l’unico a nutrire il rispetto per l’ambiente, l’interesse per la società e il rispetto delle regole, sentimenti che permettono all’individuo di migliorare le proprie condizioni di vita. Pensieri tanto semplici e scontati, mi viene da pensare con rammarico, eppur sempre meno contemplati dai più.
Qualche proposta su come agire in futuro?
- potenziare la distribuzione di beni di consumo al dettaglio (detersivi alla spina, punti di raccolta dell’acqua potabile, distributori del latte)
- chiarificare la destinazione dell’immondizia e dei vuoti, magari a mezzo di un “catalogo illustrato” per singolo oggetto (spesso ci si domanda dove gettare una confezione in plastica, ad esempio, in quanto è sì di plastica, ma non di PET come le bottiglie)
- spingere la popolazione ad una maggior partecipazione alla vita di paese. Questa la vedo dura: se a livello nazionale non c’è partecipazione politica, a livello di paese manco immagino…
grazie alexander…faremo tesoro dei tuoi consigli e grazie per i complimenti!
Per quel che mi riguarda, sentirmi sicuro significa che: non mi venga un tumore per l’aria inquinata; se vado in ospedale io venga curato con professionalità ed efficacia; se prendo il treno, questo non deragli; quando i miei piccoli andranno a scuola avranno chi si prenderà cura di loro e un corpo insegnanti preparato e di numero sufficiente affinché non siano lasciati soli; non mi capiti nel piatto cibo avvelenato, non mi crolli un palazzo sulla testa per il terremoto, che il mio paese offra ai giovani valide alternative culturali … essere aggredito da un malvivente (magari extracomunitario, magari ubriaco) per le vie di Capriolo mi sembra fra tutte, francamente, la possibilità più remota.
Ma quante aggressioni sono capitate per le viuzze di questo paese? L’ultima che mi ricordo è quella grottesca e tutta domestica degli amanti di Capriolo.
Un corso per l’autodifesa personale! Mi sorprende che un gruppo come il vostro non prenda le distanze da certa retorica di destra.
Credo che ogni proposta che riguardi la vita in comune abbia necessariamente una ricaduta culturale … e questa? Vi siete chiesti che cosa comporta per l’immaginario collettivo un progetto del genere? E se, come realisticamente è (a meno che non immaginiate super eroine cinematografiche), un corso di autodifesa non è sufficiente affinché una ragazzina riesca a difendersi dal malintenzionato, cosa proporrete, un corso di tiro a segno al poligono con porto d’armi agevolato? Avete pensato alle derive di certe premesse? Sono davvero queste le paure che dovremmo avere? Non avete pensato che con questo progetto non fate altro che alimentare una pericolosa interpretazione del tema sicurezza? Quella propagandata da Lega e C.?
Perdonate il tono di sfogo del mio commento, ma scrivo a caldo, e se non altro spero possa diventare spunto di riflessione e di discussione.
Scusate.
Auguri Capriolo a cinque stelle, auguri Capriolo.
Pippo Piras
Quello che dice il Sig. Piras mi sembra sia degno, se non altro, di un confronto, in merito al tema sicurezza, e mi ritrova in pieno accordo su ciò che bene ha detto.
La proposta di 5stelle, in effetti anche a me stupisce per tante cose: mi stupisce per la pedanteria e per una cultura che non credevo appartenesse a questo movimento.
Da donna, posso dire che preferirei ritrovarmi con altre /e altri a leggere in una biblioteca, da mamma avrei più bisogno di una banca del tempo, come cittadina mi piacerebbe un paese vivo e pieno di alternative, una città più ecologica, meno stressata e accogliente…
Certo, non si può avere tutto, ma un corso di autodifesa mi offende anche un pò, con questa storia di considerare le donne comunque e sempre persone deboli e fragili.
E non mi pare di avere mai sentito da nessuna delle donne che conosco, questa necessità di… saperci autodifendere.
A questo punto non mi resta che aspettare dei vs chiarimenti e vi saluto con un’idea: perchè non Organizzare corsi per insegnare alla cittadinanza il concetto di legalità, oppure una serata che insegnasse a pagare le tasse bene e tutti.
arrivederci, Stella
Grazie Stella, per un po’ ho pensato che questo fosse un sito fantasma…
Grazie a lei signor Pippo, in effetti siamo su un sito di fantasmi.
Ah, dimenticavo: TANTI AUGURI A NOI.
Noi chi?
noi no?
Voi chi?
Noi. NOI. Viva noi!
Ah ecco!
Eccoci! purtroppo non sempre si riescono a leggere i commenti di post vecchi. comunque i discorsi che state facendo sono degnissimi. Il gruppo sta promuovendo molte cose, diciamo che all’interno del gruppo ogni cittadino può proporre un progetto e tutti lo valutiamo insieme.
Questo progetto è stato proposto e valutato, ovviamente non bisogna secondo noi vedere sempre il bianco e il nero ci sono tutte una serie di scale cromatiche.
Dunque il discorso di autodifesa l’abbiamo ideato in modo che non rimanga fine a se stesso, ma sia affiancato ad un discorso di sensibilizzazione.
Gli episodi di violenza esistono e non si possono negare, non necessariamente a Capriolo.
Cosa succede se chi diffonde la paura continua a fare pressione perchè questa abbia il sopravvento? il paese si svuota, c’è chi organizza ronde, coprifuoco, squadre di intervento…tutte cose assurde! LA GENTE NON ESCE PIU’ DI CASA! e se la gente non esce più di casa il paese muore.
se con la scusa di aver seguito un semplice corso, che non ti fa diventare un eroe, una persona si può sentire più sicura automaticamente si sente più sicura a stare in mezzo ad altri. più gente esce per le strade più il paese è vivo.
questo era semplicemente il nostro intento, sempre tutto affiancato ad una concreta sensibilizzazione. incontrando chi ha di queste paure a confrontarsi e a parlarne.
Come potete vedere cerchiamo di combattere su tutti i fronti, purtroppo siamo pochi attivi e il tempo è quello che è.
se vorrete unirvi sarete i benvenuti! è sempre bello incontrarsi e condividere!
grazie del vostro intervento!
alla prossima!
Concordo a pieno con Nicolò. Aggiungo che il progetto del corso di autodifesa non è stato pensato per avvalorare le tesi portate avanti da alcuni partiti poichè, essendo un gruppo APOLITICO, ci discostiamo da quella che è, appunto, la politica. Stiamo cercando di portare avanti tra mille difficoltà anche altri progetti e sarebbe bello che i lettori dessero la loro opinione anche su quelli o che partecipassero attivamente alle nostre riunioni in modo da poter essere parte in prima persona di un cambiamento. Le idee interessanti ed intelligenti sono sempre ben accette..le persone che vogliono partecipare attivamente ancora di più!Vi ricordo inoltre che, nel caso voleste contattarci e ricevere una celere risposta, c’è sempre a disposizione la mail che viene controllata quotidianamente ( caprioloa5stelle@yahoo.it ) poiché non sempre controlliamo i post degli articoli usciti da un po’ di tempo!Buona Pasquetta a tutti!
Cara Stella, innanzi tutto rispondo alla domanda “noi chi?”…
Per quanto mi riguarda sono Patrizia, ho quasi 22 anni, lavoro come impiegata e sono fidanzata con Andrea…non sono molto diversa da tanti ragazzi che fanno parte del gruppo!
Vivo a Capriolo e, visto che il mio paese mi piace, vorrei renderlo migliore.
“Da donna, posso dire che preferirei ritrovarmi con altre /e altri a leggere in una biblioteca, da mamma avrei più bisogno di una banca del tempo, come cittadina mi piacerebbe un paese vivo e pieno di alternative, una città più ecologica, meno stressata e accogliente…”
In risposta a questo commento non posso dire altro se non che sono pienamente in accordo con te…immagina però che se per raggiungere la biblioteca che ipoteticamente dista 500mt dovessi attraversare una zona non sicura (e “non sicura” non significa che ci siano degli stranieri, significa che ci sono persone che si ritrovano per spacciare droga ad esempio…) personalmente utilizzerei la macchina perchè non ho “armi” per difendermi…
Oppure potrei farmi accompagnare dal mio fidanzato o da mio papà…non sarebbe forse umiliante per me questa soluzione??? Non limiterebbe la mia libertà in qualche modo?
Ti confesso che molte volte, quando rientro il venerdì sera, dopo aver riaccompagnato l’ultima amica a casa, le portiere dell’auto le chiudo…forse, anzi sicuramente, esagero ma la violenza “gratuita” esiste e non è illudendoci che non ci sia che la faremo sparire…
Inoltre nessuno ha detto che il corso di autodifesa è specifico per le donne, non vedo perchè anche un ragazzo non potrebbe partecipare…in fondo se venisse minacciato o aggredito da qualcuno quando è solo non credo la situazione per lui sarebbe gradevole.
Per il resto la penso come Niko, se la gente non si sente sicura del proprio paese, sceglierà altri posti dove andare…quindi prima di avere un paese vivo e pieno di alternative, come suggerisci, bisogna avere dei cittadini “forti” che credano che ne valga la pena!
Auguro a tutti una buona serata.
Dimenticavo!
Niko scrive:
“questo era semplicemente il nostro intento, sempre tutto affiancato ad una concreta sensibilizzazione. incontrando chi ha di queste paure a confrontarsi e a parlarne.”
Aggiungo inoltre che la nostra proposta non era unicamente il corso di autodifesa, che comunque è fatto anche di dialogo, ma comprendeva anche l’illuminazione delle vie più buie (molti abitanti di Capriolo chiedono da tempo questa cosa all’amministrazione comunale) e la riabilitazione di posti come il centro del paese, che fortunatamente in questi ultimi mesi si sta “ripopolando” (parlo in prima persona perchè erano veramente anni che non frequentavo più il centro di Capriolo).
Cara Patrizia,
certo, i suoi interventi sono molto logici.
Semplici.
Efficaci.
Sono talmente logici, semplici ed efficaci che come lei la pensano l’80% circa di italiani.
Il tema della sicurezza, come ben saprà, è uno dei temi supergettonati da qualche anno a questa parte.
Oramai penso di poter asserire che da tema politico della prima ora (la lega e la destra hanno vinto un sacco di elezioni sulla scorta di questa ‘liberazione delle gabbie emotive generalizzata’) si è trasformato piano piano in un tema culturale.
Culturale perchè va a modificare comportamenti, sentimenti, opinioni, marketing, economia, identità, di tutto un paese. Di tutta una popolazione.
Purtroppo noto che questo clima di insicurezza (percepita o reale?) viene puntualmente cavalcato e quindi alimentato. Sempre più. Anche quando non ce n’è alcun bisogno.
Ora, mi pare anche di notare, in questo 80%, del quale lei Patrizia mi sembra far parte, una grossa…come dire… sfiducia, ecco sì, sfiducia, nell’uomo, nell’uomo in genere, tanto che addirittura i nostri vicini potrebbero essere potenziali attentatori…e si figuri quei tipi là in fondo sicuramente arabi che maneggiano qualcosa!. E quell’altro lì sotto casa? che ci fa? Che vorra? e quel bidello a scuola col mio bambino: sarà mai un pedofilo!! e il parroco? Ah signora…oggi non ci si può fidare di nessuno…. Bello, Divertente, stiamo diventando tutti mostri. Una guarda un’altro/a e vede subito dei potenziali violentatori, ecco là in fondo degli individui che paiono foschi, forse ubriachi….mmmmmmm ansia, il battito del cuore aumenta, paura, tum tum tum tum…ahhhhhhhhhhh! Mostri mostri, siamo invasi da mostri….
Lei a questo punto debitamente mi chiederà se vivo su questo mondo, oppure se non sento quello che si dice alla tv, oppure se ho delle fette di salame sugli occhi. E mi chiederà pure che alternativa avrei da proporre a una cittadinanza impaurita.
Non so, non ho risposte. Davvero. Già le ho detto che le sue constatazioni sono semplici, logiche ed efficaci.
Epperò, mi permetta di dire che io …però… a questo gioco non ci sto, mi diverte di più così, sono molto serena e con me la mia famiglia. Io credo ancora molto nelle persone che incontro, se posso saluto volentieri e se mi trovo di fronte a due spacciatori… per un momento sogno di essere finita in mezzo ad un film di Almodovar… e spesso l’inconveniente (incontrare due spaqcciatori per strada) mi suggerisce a fil di voce che il mondo è bello e le persone sono belle. E tutte le persone hanno delle storie da raccontare. E tutte le storie sono belle e sono piene di gioie e di dispiaceri. E Spesso sono condite da dolori e patimenti….
Guardi Patrizia che mio marito spesso dice che sono giù di testa…però dice che mi ama proprio per questo mio modi di vedere la società e la vita, e questa mia voglia di stare bene nella porzione di mondo nel quale sono chiamata a vivere. e stare bene, per noi, (mio marito, me, i miei tre figli), significa stare bene con gli altri.
Allora, giro serena per strada e forte. Forte perchè il genere umano non mi fa paura. Forte perchè mio marito mi ama. Forte perchè cerco di trasmettere ai miei figli di essere forti. Forti e felici.
Piuttosto mi fa paura questa deriva, questo continuo lanciare messaggi che inneggiano al guardare l’altro come pericolo, messaggi e parole che portano alla chiusura, all’imbarbarimento, alla diffidenza. Questo a me fa paura. Tanta. Paura Per me. E soprattuto per i miei e nostri figli (che mondo stiamo preparando loro…)
Mi fa paura che anche un movimento come il vostro la pensi così come da anni ormai dicono i nostri governanti leghisti e di destra.
Questa è la mia paura. Non quella di essere violentata fisicamente, ma quella di vedere a Capriolo (e dintorni) una marea (marea!) di persone che stanno male solo perchè alla fine si sentono sole e perchè non ci si parla più. Sicurissime…ma sole!
Con affetto quasi materno (visti i miei 42 anni)
Stella
Carissima Stella! ce ne fossero di persone come lei, lo dico sinceramente, vivremmo un mondo sicuramente migliore. io personalmente ne ho passate diverse di esperienze poco piacevoli, non per ultima una pistola alla tempia di mia madre. nonostante tutto non ho mai perso la fiducia verso il prossimo, ho sempre pensato che non bisogna creare dei muri tra di noi, non bisogna sfaldare il tessuto sociale più di quello che già sta facendo la nostra società consumista.
Abbiamo ideato questo progetto in maniera sobria, nella migliore delle intenzioni. Gridando alle persone che ad aver paura sbagliano, senza aiutarle pian piano a vincere questo problema non porterà mai a nulla. Cerchiamo quindi di prenderle “per la gola”, chi si sente sicuro non ha certo bisogno di un corso di autodifesa, chi invece ha qualche riserva ad uscire la sera probabilmente si iscriverà, ed è grazie a questo che noi proveremo ad avviare un dialogo forte, uno scambio di conoscenza. La novità che noi inseriamo a differenza delle cosiddette campagne politiche, è l’informazione, cerchiamo di parlare con le persone e chiederle: PERCHE’ HAI PAURA? in poche parole un corso di autodifesa non solo corporeo ma anche morale, rassicurare le persone già nell’animo.
Detto questo vorrei ricordare che siamo ragazzi, stiamo solo cercando di migliorare le cose, organizzando e promuovendo iniziative per i cittadini, grazie a queste critiche possiamo sempre prendere atto di lacune e mancanze, vi saremmo grati se poteste comprendere ciò. Continuate a scriverci, nel bene e nel male, ma ricordate di commentare anche ciò che per voi è un bel progetto. Perchè è sempre dura andare controcorrente, consapevoli di combattere per giuste cause, ma è ancora più dura quando si cerca di far bene e si sentono solo critiche.
Aiutateci a migliorare! Sono sicuro potrete comprendere che in ciò che facciamo c’è sempre la massima serenità!
GRAZIE STELLA! GRAZIE PIPPO!
PS ricordo che tutti possono scrivere articoli! Stella se lei si sente più ferrata in certi argomenti sarebbe bello poter inserire nel sito qualche articolo scritto da lei. (vale anche per Pippo se dovesse avere delle conoscenze più specifiche)
ciao a tutti!!!!
Invito la sig.ra Stella a leggere l’articolo: “Non siamo soli. Viviamo sicuri il nostro Paese!” uscito qualche mese fa sul nostro blog ispirandoci al quale abbiamo pensato al corso di autodifesa.
Concordo poi con Nicolò: il nostro intento non è quello di propagandare e usare le bandiere che molti partiti sventolano per accalappiare voti, non è nel nostro interesse. Un corso di autodifesa può essere invece una buona opportunità per conoscersi tra compaesani, condividere ed esorcizzare paure che, come lei dice, spesso sono solo nella nostra testa infarcita da quello che i media ci vogliono inculcare. Non cercate sempre la politica in tutto, qui la politica non c’entra. Ce lo siamo sempre detti: l’unica politica è quella di fare del bene per il nostro paese e qui non c’entrano la destra o la sinistra. Carissima sig.ra Stella, la invito davvero a scrivere un articolo da mettere sul nostro blog in cui magari può farci conoscere le sue idee e i suoi progetti…oppure può direttamente venire a far parte del gruppo: abbiamo bisogno di persone sensibili e attente che ci diano una mano!Le critiche sono sempre ben accette ma le proposte ancora di più!
Cari tutti, se le vostre intenzioni sono altre perchè non cambiate nome e piuttosto che ‘corso di autodifesa’ (che ha un preciso significato) non trovare un altro titolo, forse più incisivo e coerente con i vs principi?
Lieta giornata a tutti
potrebbe essere ingannevole in effetti.
che nome suggerisce?
io farei “corso di autostima” :-D
Grandi ragazzi!
Anna, “corso di autostima” è bellissimo…ma mi sa che il Comune si dovrebbe indebitare un po’ troppo per fare godere a tutti di una buona autostima ;)
Grazie!
Salve a tutti! Perdonate se ho definito questo sito un sito fantasma … ma l’ho visitato per la prima volta e non capivo quanto fosse attivo.
Qualche considerazione:
Io credo che interessarsi al proprio paese, al bene comune, alla propria comunità (ma anche a quella di altri), sia la definizione stessa del fare politico. Quindi credo che voi siate un gruppo politico, probabilmente apartitico, ma politico di sicuro. Fare politica ha innegabilmente una ricaduta culturale, così come fare arte (anche se non esplicitamente) ha delle ricadute politiche.
Voi vi occupate di politica. Per questo avete anche delle responsabilità sulle ricadute culturali delle vostre scelte.
Mi spiace che interpretiate le mie osservazioni (e quelle di Stella) come critiche negative. In realtà io le considero parte fondamentale del processo dialettico fra diversi punti di vista che è il motore stesso del cambiamento (bella la parola cambiamento). Senza discussione, non c’è democrazia, credo, e nemmeno una reale trasformazione di visioni. Per questo motivo trovo superfluo sottolineare ciò che del vostro movimento approvo. Non amo l’autoreferenzialità tipica di certi partiti nei quali una voce dissenziente è già nemica pericolosa. Non amo (perdonate la franchezza) nemmeno il tono autoreferenziale di certi passaggi dei vostri articoli.
Non mi convince nemmeno la lettura che date del corso di autodifesa come mezzo per incontrare chi ha paura ad uscire fuori di casa. La gente esce di casa se ha una motivazione per farlo, e se la motivazione è il sentimento di paura strumentalizzato da certe fasce politiche, si rischia, credo, solo di alimentarla.
Per estremizzare: non è che organizzo un convegno per la salvaguardia della razza padana con il fine di incontrare e confrontarmi con i razzisti!
Inoltre non credo (naturalmente è un’opinione discutibile), posto per assurdo di condividere le premesse, che un corso di autodifesa sia sufficiente a rendere le persone sicure abbastanza così che possano riappropriarsi degli spazi comuni.
Non credo nemmeno che basti pensare ad altri validi strumenti (un corso di teatro, di disegno, di cinema ecc.) se non vengono inseriti in un contesto di vera rete sociale, di coinvolgimento delle realtà del paese e del territorio.
Un “corso” fine a se stesso muore quando finisce.
Un progetto che cerca degli sviluppi rischia di lasciare un segno, ma per questo servono energie e professionalità specifiche e l’appoggio di qualche amministrazione illuminata.
E tanta tanta fatica.
Pippo Piras.
Buongiorno Sig. Piras, dopo aver letto il suo intervento mi aspettavo perlomeno una bozza, un’idea di un “progetto che lascia il segno” e invece mi pare che lei ci stia dicendo, dal momento che siamo persone “normali” (nel senso non iper-specializzati in un campo) di aspettare e sperare di avere un’amministrazione illuminata…e nel frattempo?
A quanto ho capito, non possiamo fare praticamente nulla…nemmeno un corso di qualsiasi cosa.
Secondo me invece un corso di teatro, disegno, cinema non è fine a se stesso; serve, oltre che per praticare un hobby personale, a conoscere altre persone che potrebbero frequentarsi anche a corso terminato.
Sì può e si deve iniziare anche dalle piccole cose, non aspettare che qualcuno, un giorno o l’altro realizzi un grande progetto dal niente.
Buona Giornata
Salve Patrizia,
non mi fraintenda, sono daccordo con lei che si deve partire dalle piccole cose, quello che ho cercato di dire (mi spiace se non è così chiaro, forse perchè non è molto chiaro nemmeno a me)è che anche per fare le cose piccole occorre avere le idee chiare su come farle, una questione di stile credo.
Prima di pensare ad una bozza di progetto spenderei un po’ più di tempo per riflettere su cosa si vuole, sul come.
Questo ho cercato di fare, spero, stimolare la riflessione sulle premesse.
Quello che ho scritto può essere tutto sbagliato, forse no, dovrebbe essere argomentato credo…
Ci vuol tempo (e fatica) per fare le cose belle, se è vero che le cose belle sono anche quelle che funzionano meglio. Ci vuol tempo per curare i rapporti con le amministrazioni, per trovare professionalità adeguate, non è detto che dobbiate essere voi, voi avete già un ruolo politico molto molto impegnativo.
Penso che esista almeno una differenza fra tutte le cose piccole… alcune possono diventare grandi.
A presto.
Pippo.